Il processo di recupero crediti è un’attività sensibile che può incidere sulla dignità e sulla reputazione dei soggetti coinvolti, in particolare del debitore. Per evitare di violarne la privacy, società e professionisti che operano in questo settore devono osservare alcuni principi: quali sono?

Le società e i professionisti che operano nel settore del recupero crediti hanno un compito piuttosto gravoso e delicato, che in alcuni casi potrebbe ledere la dignità e la reputazione dei soggetti coinvolti. In merito, l’attuale normativa prevede che l’attività di recupero del credito debba avvenire nel rispetto della dignità personale del debitore. In questo senso, nello svolgere le proprie funzioni gli operatori dovranno essere in grado di bilanciare due diritti fondamentali: da un lato quello relativo alla facoltà del creditore di riscuotere il credito dovuto, dall’altro quello di rispettare il diritto alla riservatezza del debitore.

Detto questo, il trattamento dei dati relativi al debitore deve avvenire nel rispetto di cinque principi. 

Il principio di liceità: ovvero, il divieto in capo agli operatori del settore di comunicare a soggetti terzi (quali familiari, coabitanti, colleghi di lavoro o vicini di casa) informazioni relative alla condizione di inadempimento nella quale versa il debitore.

Il principio di correttezza: per cui sono preclusi, sia in fase di raccolta delle informazioni, sia nel tentativo di prendere contatto con il debitore, comportamenti in grado di incidere sulla sua dignità, come nel caso di indicazioni troppo evidenti o esplicite sullo stato d’insolvenza del debitore presenti nei solleciti di pagamento.

Il principio di minimizzazione: in ragione del quale possono essere trattati soltanto i dati necessari all’esecuzione dell’incarico, con particolare riferimento ai dati anagrafici riferiti al debitore, codice fiscale (o partita Iva), ammontare del credito (unitamente alle condizioni del pagamento) e recapiti (anche telefonici), di norma forniti dall’interessato in sede di conclusione del contratto o comunque desumibili da elenchi o registri pubblici.

Il principio di trasparenza: per cui il titolare del trattamento è tenuto a fornire agli interessati le informazioni previste dall’art. 13, ovvero 14, del GDPR.

Il principio di necessità: per cui una volta concluso l’incarico, i dati personali devono essere cancellati, salvo l’assolvimento di specifici obblighi di legge, che ne richiedono una conservazione prolungata.

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