L’Autorità Europea per la Privacy ha pubblicato alcune raccomandazioni circa l’utilizzo degli assistenti digitali, al fine di proteggere i di dati personali degli utenti.

Grazie alla robotica e all’Intelligenza artificiale, l’IoT (Internet of Things) ha conosciuto una forte diffusione tra la popolazione in questi ultimi anni. Questi strumenti, in grado di connettersi alla Rete e di eseguire compiti specifici, ottimizzano e semplificano le attività quotidiane delle persone, apportando notevoli benefici alla loro vita. Tuttavia, i vantaggi nascondono anche numerose insidie. Da un lato, perché rappresentano un bersaglio “facile” per i criminali informatici, dall’altro poiché contengono dati e informazioni personali ed essendo connessi possono fungere da ponte per far breccia in altri dispositivi (come ad esempio pc e smartphone). Tra tutti i “dispositivi intelligenti”, gli assistenti digitali sono i più utilizzati e contengono un’enorme quantità di dati, forniti spesso inconsapevolmente dagli utenti.

Per prevenire minacce e rischi relativi alla Privacy, l’EDPB, il Garante Europeo per la Protezione dei Dati, ha pubblicato le linee guida per gli assistenti digitali. Il documento ha lo scopo di fornire all’utente delle indicazioni circa un uso consapevole e corretto di questi strumenti, al di tutelare dati e informazioni personali. Nella lista compaiono alcuni consigli pratici come ad esempio: impostare password di accesso complesse e aggiornarle periodicamente; usare antivirus aggiornati; non comunicare allo smart assistant, password o dati bancari; prima di vendere o dismettere l’assistente digitale, cancellare tutti i dati personali registrati e disattivare gli account personali; limitare l’accesso da parte dello smart assistant ai dati conservati sul dispositivo in cui è installato; fornire solo le informazioni strettamente necessarie per la registrazione e l’attivazione dei servizi.

Maggiore cautela è da riservarsi anche alle informazioni che vengono comunicate al proprio assistente digitale. In questo senso, è necessario riporre attenzione alle parole utilizzate mentre si comunica, onde evitare di inserire dati riservati o particolarmente sensibili. Un altro aspetto importante concerne l’abitudine a spegnere il proprio assistente digitale quando non viene usato. Può capitare infatti, che pur essendo inattivo (ma comunque acceso), esso capti una parola assonante o foneticamente simile al comando di attivazione e quindi si attivi. In questi casi, lo smart assistant registra le conversazioni, esponendo inconsapevolmente l’utente ai rischi per la propria Privacy. Ultimo punto della lista, ma non meno importante, l’Autorità consiglia di cancellare periodicamente la cronologia delle informazioni registrate.

Smart speaker photo created by rawpixel.com – www.freepik.com